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Riflessologia Plantare


STORIA DELLA RIFLESSOLOGIA PLANTARE:

La Riflessologia plantare ha una storia antica: i primi trattamenti realizzati massaggiando i piedi sono stati applicati in Cina ed in India nel 5000 a.C., dove si usavano terapie mediche utilizzanti la pressione delle dita per influenzare i campi energetici dell’organismo (agopuntura, digitopressione, shiatsu). Tutt’ora è una disciplina abbastanza diffusa anche in Occidente. A testimoniare l’antichità di questa pratica è la “Tomba dei Medici” a Saqqara (Egitto, 2330 a.C. circa), dove sulle pareti è dipinta una scena di massaggio dei piedi e delle mani. La pratica venne esportata più in occidente grazie al famoso medico greco Ippocrate che insegnò ai discepoli il massaggio dei piedi.

LA RIFLESSOLOGIA PLANTARE

è una tecnica di massaggio applicata ai piedi e basata sul principio che sui piedi si trovino riflessi tutti gli organi, le ghiandole e le parti del corpo. Applicando il massaggio, per  riflesso, si può avere un effetto o influire sull’ organo corrispondente al riflesso stimolato. La Riflessologia è una terapia olistica, ed opera nell’ intento di riequilibrare l’intero organismo al fine di stimolare le capacità di auto guarigione. Secondo la Riflessologia plantare, il corpo è diviso in 10 zone: 5 collegate con il lato sinistro del corpo e 5 collegate con il lato destro del corpo. Le zone di sinistra collegano le parti del corpo che si trovano a sinistra e gli organi collegati a destra hanno la corrispondenza nelle zone riflesse del lato destro.

 

Nel nostro piede sono riflesse le varie parti del corpo ed è possibile tracciare una mappa di punti che sono la proiezione degli organi e funzioni. I piedi hanno una straordinaria ricchezza di terminazioni nervose, che hanno un’azione riflessa su tutto l’organismo.  Tale collegamento è dato dall’intervento del cervello che riceve il messaggio, lo decifra e invia una risposta là, dove questo è stato richiesto. Se si considera lo schema del corpo umano e lo si riporta sotto la pianta del piede si possono reperire facilmente le zone riflesse. Per trovare i punti è sufficiente riferirsi all’anatomia del corpo: ad esempio, la testa è rappresentata dalle dita del piede. La parte iniziale e quella terminale degli organi rappresentano i punti più importanti da massaggiare. Massaggiando il piede sinistro agiamo soltanto sugli organi del lato sinistro e viceversa; ad esempio, se si vuole agire sul fegato si deve massaggiare la zona riflessa nel piede destro perché il fegato è situato nella parte destra del nostro corpo.

La Riflessologia può avere una duplice applicazione: può essere utilizzata in alternativa o come supporto alle terapie mediche convenzionali, ma i terapeuti preferiscono riferirsi alla Riflessologia Plantare con l’ appellativo di terapia (o medicina) complementare e non alternativa. Va sottolineato infatti che il riflessologo non è un medico, e quindi non cura e non fa diagnosi. Soprattutto non intende interferire con le terapie o con i pareri medici convenzionali, sostenendo il suo ruolo di professionista nell’ affiancarsi e non sostituirsi alla medicina convenzionale. La Riflessologia Plantare non è quindi una tecnica sovrapponibile alle metodologie sanitarie riconosciute dalla legislazione italiana né sostituisce eventuali terapie mediche.

PRINCIPI DI FUNZIONAMENTO:


Tra le teorie che cercano di spiegare i meccanismi che governano l’efficacia della riflessologia se ne riconoscono sei principali:
Stimolazione nervosa, basata sulla reazione fra le terminazioni dei nervi presenti nelle zone riflesse ed il punto in cui è presente il dolore. La pressione sulla zona riflessa ha il compito di inviare comunicazioni al cervello, stimolandolo ad intervenire sul problema riscontrato.
Liberazione di ormoni, fondata sulla scoperta del controllo del cervello sull’apparato endocrino. Secondo la teoria della riflessologia, è sufficiente massaggiare le zone riflesse doloranti, per stimolare il cervello a liberare ormoni celebrali, quali l’endorfina, con conseguente azione terapeutica.
Stimolazione del sistema linfatico, favorita dalla pressione di alcuni punti riflessi che attuerebbe l’accelerazione della circolazione linfatica con benefici su tutto l’organismo.
Stimolazione del sistema sanguigno, avente lo scopo di migliorare la circolazione e diminuire la presenza di scorie.
Potenziale elettrico, che si creerebbe tra varie parti del corpo. In base al modello della riflessologia, i punti riflessi sono paragonabili agli interruttori mentre gli organi svolgono la funzione di accumulatori e quindi agendo sugli interruttori si riattiverebbe la circolazione elettrica.
Influenze psicologiche, spiegabili con la grande importanza che la mente riveste sulla origine dei disturbi fisici.

TECNICA DELLA RIFLESSOLOGIA PLANTARE:


La Tecnica della Riflessologia plantare è semplice. Con una mano si sostiene il piede da massaggiare, mentre si utilizza l’altra per praticare una pressione sui punti. Tale pressione si effettua con un movimento rotatorio solitamente effettuato attraverso il pollice, ma anche delle altre dita. Possono essere utilizzate anche le “nocche”, che servono per raggiungere le zone più difficili da trattare come quelle situate nel tallone. Far ruotare le dita dei piedi procura una sensazione di rilassamento benefico. La pressione esercitata deve agire in profondità e dobbiamo massaggiare in modo tale che la persona avverta una sensazione di lieve dolore. Si inizia dal tallone salendo verso le estremità delle dita (secondo il flusso dell’energia dei meridiani); al contrario, sul dorso del piede l’energia va dalle estremità ai malleoli. L’operatore di Riflessologia plantare massaggia per alcuni secondi ciascuna zona del piede per localizzare le zone doloranti, poi si concentra su di esse alternando il massaggio dei punti dolenti con il massaggio rilassante su tutto il piede. La pressione va dai 5 ai 20 secondi e si esercita agendo in profondità nel tessuto muscolare. La Riflessologia plantare sblocca molte tossine che dovranno essere eliminate quindi, occorre prudenza per non sovraccaricare gli organi stessi. Il massaggio, eseguito in senso orario, favorisce le funzioni del corpo, mentre in senso antiorario le inibisce, in ogni caso si segue, istintivamente, la giusta direzione senza ricorso di nessun schema.

 

Centro Olistico VitaReiki: Sig. ra Carmela Cotumaccio